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Statistiche sulle cause di morte

Da Statistics Explained.

Dati di settembre 2012. Dati più recenti: Ulteriori informazioni da Eurostat, Principali tavole e Banca dati.
Tavola 1 - Cause di morte – Tasso di mortalità standardizzato, 2010 (1)
(per 100 000 abitanti) - Fonte: Eurostat (hlth_cd_asdr)
Grafico 1 - Cause di morte – Tasso di mortalità standardizzato per 100 000 abitanti, maschi, UE-27, 2000-2010 (1)
(2000=100) - Fonte: Eurostat (hlth_cd_asdr)
Grafico 2 - Cause di morte – Tasso di mortalità standardizzato per 100 000 abitanti, femmine, UE-27, 2000-2010 (1)
(2000=100) - Fonte: Eurostat (hlth_cd_asdr)
Grafico 3 - Cause di morte – Tasso di mortalità standardizzato, UE-27, 2010 (1)
(per 100 000 abitanti) - Fonte: Eurostat (hlth_cd_asdr)
Grafico 4 - Decessi per malattie ischemiche del cuore – Tasso di mortalità standardizzato, 2010 (1)
(per 100 000 abitanti) - Fonte: Eurostat (tps00119)
Grafico 5 - Decessi per suicidio – Tasso di mortalità standardizzato, 2010 (1)
(per 100 000 abitanti) - Fonte: Eurostat (tps00122)
Tavola 2 - Cause di morte – Tasso di mortalità standardizzato, 2010 (1)
(per 100 000 abitanti di età inferiore a 65 anni) - Fonte: Eurostat (hlth_cd_asdr)
Grafico 6 - Cause di morte – Tasso di mortalità standardizzato per 100 000 abitanti di età inferiore a 65 anni, UE-27, 2000-2010 (1)
(2000=100) - Fonte: Eurostat (hlth_cd_asdr)

La presente scheda illustra le statistiche più recenti sulle cause di morte nell'Unione europea (UE). Mettendo in relazione tutti i decessi con le cause che li hanno determinati è possibile valutare il rischio di mortalità per effetto di determinate malattie o per altre cause. Tali dati possono inoltre essere disaggregati per età, sesso, nazionalità e regione (a livello NUTS 2) servendosi di tassi di mortalità standardizzati.

Principali risultati statistici

Gli ultimi dati provvisori per l'UE-27 in merito alle cause di morte sono disponibili per il periodo di riferimento 2010; la tavola 1 mostra che le cause di morte predominanti in Europa sono di gran lunga le malattie del sistema circolatorio e i tumori.

Tra il 2000 e il 2010 nell'UE-27 si è osservata una riduzione del 10,9 % della mortalità per tumori, mentre sono state osservate riduzioni molto più marcate per quanto riguarda la mortalità per malattie ischemiche del cuore o per incidenti di trasporto (con una diminuzione dei rispettivi tassi superiore al 30 %) (cfr. grafici 1 e 2).

Malattie del sistema circolatorio

Tra le malattie del sistema circolatorio rientrano quelle connesse all'ipertensione, al colesterolo, al diabete e al fumo, sebbene tra le più comuni cause di morte figurino le malattie ischemiche del cuore e le malattie cerebrovascolari. Nel 2010 le malattie ischemiche del cuore sono state responsabili di 76,5 decessi per 100 000 abitanti nell'UE-27. Gli Stati membri dell'UE con la più elevata incidenza di decessi per malattie ischemiche del cuore sono gli Stati membri baltici, la Slovacchia e l'Ungheria – tutti con più di 200 decessi per 100 000 abitanti nel 2010. All'altra estremità della scala, Francia (2009), Portogallo, Paesi Bassi, Spagna e Lussemburgo hanno registrato i tassi di mortalità più bassi per malattie ischemiche del cuore: meno di 50 decessi per 100 000 abitanti nel 2010.

Tumori

I tumori rappresentano un'importante causa di morte (in media 166,9 decessi per 100 000 abitanti nell'intera UE-27 nel 2010). Nel 2010 tra le forme più comuni di tumori nell'UE-27 figuravano i tumori maligni della laringe e della trachea, bronchi e polmone, del colon, del seno e quelli che la Classificazione internazionale delle malattie (ICD) indica come ‘tumori maligni primari, dichiarati o presunti, del tessuto linfatico, ematopoietico e tessuti correlati’.

I paesi più colpiti da questo tipo di patologia sono l'Ungheria, la Slovacchia, la Polonia, la Slovenia, la Repubblica ceca, la Lettonia e la Lituania, tutti con più di 190 decessi per 100 000 abitanti nel 2010; lo stesso dicasi per la Croazia. I tassi di mortalità più elevati per il tumore del polmone tra gli Stati membri dell'UE nel 2010 sono di gran lunga quelli registrati dall'Ungheria (71,3 decessi per 100 000 abitanti), seguita dalla Polonia e dalla Danimarca (2009); anche in Croazia sono stati registrati tassi elevati (48,8).

Malattie del sistema respiratorio

Le malattie respiratorie rappresentano, dopo i tumori e le malattie del sistema circolatorio, la terza principale causa di morte nell'UE-27, con una media di 41,2 decessi per 100 000 abitanti nel 2010. Tra quelle respiratorie, le malattie croniche delle basse vie respiratorie costituiscono la più comune causa di morte, seguite dalla polmonite. Le malattie del sistema respiratorio sono legate all'età, in quanto la grande maggioranza dei decessi per tali malattie è registrata per le persone di 65 anni o più.

La più elevata incidenza di decessi per malattie del sistema respiratorio tra gli Stati membri dell'UE è stata registrata nel Regno Unito (67,7), in Danimarca (66,5, 2009), Irlanda (60,3) e Belgio (60,2, 2006).

Cause esterne di morte

Rientrano in tale categoria i decessi provocati da autolesioni intenzionali (suicidio) e incidenti di trasporto. Sebbene il suicidio non costituisca una rilevante causa di morte e i dati per alcuni Stati membri possano essere sottostimati, si ritiene spesso che esso rappresenti un importante indicatore da analizzare o prendere in considerazione sotto il profilo sociale. Nel 2010, in media, 9,4 decessi per 100 000 abitanti nell'UE-27 hanno avuto come causa il suicidio.

I tassi più bassi di suicidio nel 2010 sono stati registrati in Grecia (2,9 decessi per 100 000 abitanti) e a Cipro (3,8); tassi relativamente ridotti – meno di 7,5 decessi per 100 000 abitanti – sono stati rilevati anche in Italia (2009), Spagna, Regno Unito e Malta. Il tasso di mortalità per suicidio in Lituania (28,5) era circa tre volte superiore alla media dell'UE-27, mentre quello dell'Ungheria (21,7) era circa il doppio della media.

Sebbene gli incidenti di trasporto avvengano con frequenza quotidiana, il numero di decessi provocati da tali incidenti nell'UE-27 nel 2010 (6,5 per 100 000 abitanti) era inferiore al numero di suicidi.

Romania (2009), Lituania, Grecia, Polonia, Lettonia, Cipro e Belgio (2006) presentavano i più elevati tassi di mortalità (superiori a 10 decessi per 100 000 abitanti) per incidenti di trasporto, mentre Regno Unito, Malta, Svezia e Paesi Bassi registravano tutti tassi inferiori a 4 decessi per incidenti di trasporto per 100 000 abitanti. Tra i paesi non membri di cui alla tavola 1, la Croazia (10,3) faceva registrare un tasso di mortalità relativamente alto per incidenti di trasporto, mentre i tassi in Svizzera (4,0) e Islanda (4,2, 2009) erano relativamente bassi.

Analisi per sesso

Eccezion fatta per i tumori del seno, nel 2010 i tassi di mortalità UE-27 degli uomini erano superiori a quelli delle donne per tutte le cause di morte (cfr. grafico 3). I tassi di mortalità per malattie ischemiche del cuore degli uomini erano circa il doppio (105,7 decessi per 100 000 abitanti) di quelli delle donne (53,1 decessi per 100 000 abitanti); tale divario risultava quattro e cinque volte superiore nel caso della mortalità per abuso di alcool e tossicodipendenze, e tre a quattro volte superiore in relazione a suicidio (autolesioni intenzionali), AIDS (HIV) e tumori della laringe, della trachea, dei bronchi e dei polmoni.

Anche l'incidenza dei decessi per tumori era generalmente maggiore per gli uomini. Vi sono, tuttavia, alcuni tipi di cancro specifici per uno solo dei sessi, ad esempio il tumore del seno o dell'utero per le donne o il tumore della prostata per gli uomini.

La mortalità per tumori della laringe, della trachea, dei bronchi e dei polmoni nell'UE-27 nel periodo 2000-2010 è aumentata tra le donne e diminuita tra gli uomini. L'incidenza di decessi nella popolazione femminile è aumentata del 20,9 % (cfr. grafico 2) a fronte di una riduzione superiore al 16 % in quella maschile (cfr. grafico 1). Nonostante il divario tra i due sessi si sia assottigliato, i tassi di mortalità degli uomini sono rimasti considerevolmente più elevati rispetto a quelli delle donne.

Nel 2010 il tumore del seno è stato responsabile di 22,6 decessi per 100 000 abitanti donne nell'UE-27. La Danimarca (28,9, 2009) e il Belgio (28,3, 2006) hanno registrato i tassi di mortalità maggiori, con tassi elevati anche in Svizzera (28,1) e Croazia (27,6). All'altra estremità della scala, la Spagna, la Svezia, la Bulgaria e la Polonia, così come la Norvegia, hanno registrato meno di 20 decessi per 100 000 abitanti donne nel 2010 per tumori del seno.

Il tasso di mortalità per suicidio è stato sistematicamente più alto per gli uomini in tutti gli Stati membri dell'UE. I tassi di mortalità più elevati sono stati registrati negli Stati membri baltici e in Ungheria (cfr. grafico 5) con un picco di 51,4 decessi per 100 000 abitanti maschi in Lituania. Per contro, i tassi di mortalità per suicidio tra le donne sono rimasti relativamente bassi, con un'incidenza più elevata in Belgio (2006), Lituania, Ungheria e Finlandia - tutti con meno di 10 decessi per 100 000 abitanti donne.

Analisi per età

Per la popolazione di meno di 65 anni le principali cause di morte sono un po' differenti in termini di importanza relativa (cfr. tavola 2). I tumori hanno rappresentato la principale causa di morte in questo gruppo di età, con una media di 70,3 decessi per 100 000 abitanti nell'UE-27 nel 2010, seguiti dalle malattie del sistema circolatorio. A differenza dei dati relativi all'insieme della popolazione, le malattie del sistema respiratorio non figurano tra le quattro più frequenti cause di morte per le persone di meno di 65 anni.

I tassi di mortalità UE-27 per le persone di età inferiore ai 65 anni sono diminuiti tra il 2000 e il 2010 per tutte le principali cause di morte di cui al grafico 6, in particolare per quanto riguarda gli incidenti di trasporto e le malattie ischemiche del cuore, per i quali l'incidenza di decessi è diminuita, rispettivamente, del 45,6 % e del 34,7 %.

Fonti e disponibilità dei dati

Eurostat ha iniziato nel 1994 a rilevare e a diffondere dati sulla mortalità ripartiti:

  • in base a un elenco di 65 cause di morte basate sulla classificazione internazionale delle malattie (ICD) dell'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS);
  • per sesso;
  • per età;
  • per regione geografica (livello NUTS 2).

I dati annuali sono forniti in termini assoluti, come tassi di mortalità grezzi e come tassi di mortalità standardizzati. Poiché la maggior parte delle cause di morte varia notevolmente in funzione dell'età e del sesso, il ricorso a tassi di mortalità standardizzati migliora la comparabilità nel tempo e tra paesi, dato che i tassi di mortalità possono essere misurati indipendentemente dalla struttura per età della popolazione.

Le statistiche sulle cause di morte si basano su due pilastri: le informazioni mediche contenute nei certificati di morte che possono essere utilizzate per la determinazione della causa di morte e la codifica delle cause di morte in base al sistema ICD dell'OMS. Tutti i decessi sono individuati sulla base della connessa causa di morte, ossia della "malattia o del traumatismo che hanno avviato il concatenamento degli eventi morbosi che ha condotto direttamente alla morte, oppure dell'insieme delle circostanze dell'accidente o della violenza che hanno provocato la lesione traumatica mortale" (definizione adottata dall'Assemblea mondiale della salute).

La validità e l'attendibilità delle statistiche sulle cause di morte dipendono fino a un certo punto dalla qualità dei dati forniti dai medici che compilano i certificati. Molti possono essere i motivi di eventuali inesattezze, ad esempio errori in sede di:

  • compilazione del certificato di morte;
  • diagnosi medica;
  • selezione della principale causa di morte;
  • codifica della causa di morte.

Talvolta la causa di morte non può essere determinata con certezza: oltre alla malattia che ha provocato direttamente il decesso, i dati medici sul certificato di morte dovrebbero indicare anche il concatenamento degli eventi morbosi all'origine del decesso. Potrebbero essere indicate altre importanti condizioni morbose che, seppur non in diretta relazione con la malattia che ha determinato la morte, possono aver avuto un'incidenza negativa sull'andamento della malattia e aver pertanto contribuito al decesso. La codifica di una sola malattia quale causa di morte viene considerata sempre più irrealistica in considerazione dell'accresciuta speranza di vita e delle connesse modifiche della morbilità. Per la maggior parte dei decessi di persone di 65 anni e più, la selezione di una sola tra più possibili cause di morte può risultare fuorviante. Per questo motivo alcuni Stati membri dell'UE hanno iniziato a studiare la possibilità di codificare più cause di morte. Eurostat ha sostenuto gli Stati membri dell'UE nel tentativo di sviluppare un sistema automatizzato di codifica comune denominato IRIS, finalizzato a migliorare la raccolta di dati sulle cause di morte in Europa e ad accrescerne la comparabilità.

Nell'aprile 2011 è stato adottato un regolamento della Commissione europea che specifica in dettaglio le variabili, le disaggregazioni e i metadati che gli Stati membri sono tenuti a trasmettere in relazione al regolamento (UE) n. 328/2011 relativo alle statistiche sulle cause di decesso.

Contesto

Le statistiche sulle cause di morte, che sono state tra le prime a essere disponibili in campo medico, forniscono informazioni sulle dinamiche nel tempo e sulle differenze tra gli Stati membri in merito alle cause di morte. Le statistiche sulle cause di morte rivestono un ruolo fondamentale nell'ambito del sistema di informazione generale sullo stato di salute dei cittadini dell'UE. Esse possono essere utilizzate per determinare quali misure preventive e curative e quali investimenti nella ricerca sono suscettibili di accrescere la speranza di vita della popolazione. In considerazione della mancanza in generale di statistiche europee sulla morbilità esaustive, i dati sulle cause di morte sono spesso utilizzati per valutare i sistemi sanitari nell'UE e possono anche essere impiegati per delineare politiche sanitarie basate su dati fattuali.

L'UE promuove una strategia globale per affrontare il nodo delle principali malattie croniche per mezzo di interventi integrati sui fattori di rischio intersettoriali e cercando di rafforzare i sistemi sanitari per migliorare la prevenzione e il monitoraggio:

  • migliorando nella misura del possibile l'affidabilità e la comparabilità delle statistiche nazionali in modo che facciano da guida nell'elaborazione di politiche efficaci;
  • sostenendo campagne di sensibilizzazione e di prevenzione mirate essenzialmente a individui e gruppi ad alto rischio;
  • integrando sistematicamente le politiche e le azioni per ridurre le disuguaglianze nel settore sanitario;
  • creando partenariati in merito a patologie specifiche, ad esempio i tumori.

Ulteriori informazioni da Eurostat

Pubblicazioni

Principali tavole

Public health (t_hlth)
Causes of death (t_hlth_cdeath)

Banca dati

Public health (hlth)
Causes of death (hlth_cdeath)

Sezione speciale

Public health

Metodologia / Metadati

Fonte dei dati per le tavole e i grafici (MS Excel)

Collegamenti esterni

Voci correlate

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