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Statistiche sulle migrazioni internazionali e sulle popolazioni di origine straniera

Da Statistics Explained.

Dati di dicembre 2012. Dati più recenti: Ulteriori informazioni da Eurostat, Principali tavole e Banca dati. La versione inglese è più recente.
Tavola 1 - Immigrati per grande gruppo di cittadinanza, 2010 (1) - Fonte: Eurostat (migr_imm1ctz)
Grafico 1 - Immigrati, 2010 (1)
(per 1 000 abitanti) - Fonte: Eurostat (migr_imm1ctz) e (migr_pop1ctz)
Grafico 2 - Immigrati per gruppo di cittadinanza, UE-27, 2010
(%) - Fonte: Eurostat (migr_imm1ctz)
Grafico 3 - Immigrati suddivisi tra cittadini del paese e stranieri, 2010 (1)
(%) - Fonte: Eurostat (migr_imm1ctz)
Tavola 2 - Totale della popolazione e popolazione straniera residente per gruppo di cittadinanza, 2011 - Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz)
Grafico 4 - Quota di stranieri sulla popolazione residente, 2011 (1)
(%) - Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz)
Grafico 5 - Cittadini di paesi terzi residenti nell'UE-27 per continente di origine, 2011 (1)
(%) - Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz)
Grafico 6 - Cittadini extra UE secondo il livello dell'indice di sviluppo umano
(ISU), 2011 (1)
(%) - Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz) e Nazioni Unite, Human development report, 2011
Grafico 7 - Principali paesi di origine degli stranieri, UE-27, 2011 (1)
(milioni) - Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz)
Grafico 8 - Struttura per età della popolazione di cittadini dell'UE e della popolazione di stranieri, UE, 2011 (1)
(%) - Fonte - Eurostat (migr_pop2ctz)
Grafico 9 - Numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE, 2000-2010
(1 000) - Fonte: Eurostat (migr_acq)
Tavola 3 - Numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza dello Stato dichiarante, 2000-2010
(1 000) - Fonte: Eurostat (migr_acq)
Grafico 10 - Tasso di naturalizzazione - Numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE, 2010 (1)
(per 100 stranieri) - Fonte: Eurostat (migr_acq) e (migr_pop1ctz)

Oggetto di questa scheda sono le statistiche dell'Unione europea (UE) sulle migrazioni internazionali, sugli stock di popolazione di cittadini UE e di stranieri e sulle acquisizioni di cittadinanza. Le migrazioni sono indotte da una combinazione di fattori economici, politici e sociali, nel paese di origine del migrante (fattori di spinta) oppure nel paese di destinazione (fattori di attrazione). Tradizionalmente, la prosperità economica e la stabilità politica dell'UE sembrano aver esercitato una forte attrazione sugli immigrati.

Nei paesi di destinazione le migrazioni internazionali possono servire a colmare specifiche carenze del mercato del lavoro. Da sole, tuttavia, le migrazioni non potranno certamente invertire l'attuale tendenza verso l'invecchiamento della popolazione registrata in molte zone dell'UE.

Principali risultati statistici

Flussi migratori

Nel 2010 circa 3,1 milioni di persone sono immigrate in uno degli Stati membri dell'UE (cfr. tavola 1), mentre almeno 2 milioni di persone hanno lasciato uno Stato membro dell'UE. Gli ultimi dati disponibili mostrano un lieve aumento dell'immigrazione nel 2010 rispetto al 2009. Va rilevato che tali dati non riflettono i flussi migratori da e verso l'UE nel suo insieme, perché includono anche i flussi tra gli Stati membri dell'Unione.

Nel 2010 il numero più elevato di immigrati (591 000) era registrato nel Regno Unito, quindi in Spagna (465 200), Italia (458 900) e Germania (404 100). Gli immigrati in questi quattro paesi rappresentavano il 61,9 % di tutti gli immigrati negli Stati membri dell'UE.

La Spagna ha registrato il numero più elevato di emigrati (403 000) nel 2010. Seguono poi il Regno Unito con 339 400 emigrati e la Germania con 252 500. La maggior parte degli Stati membri ha registrato più immigrati che emigrati nel 2010, ma in Irlanda, Grecia, Repubblica ceca, Slovenia e nei tre Stati membri baltici il numero degli emigrati ha superato quello degli immigrati.

In rapporto al totale della popolazione residente (cfr. grafico 1), il numero più elevato di immigrati nel 2010 (33 immigrati per 1 000 abitanti) è stato registrato dal Lussemburgo, seguito da Cipro (24) e Malta (20). L'immigrazione è stata inoltre relativamente elevata nei paesi EFTA: tutti e quattro presentano valori almeno doppi rispetto alla media dell'UE-27 (6,2 immigrati per 1 000 abitanti). Il valore più alto è stato registrato in Svizzera (21 immigrati per 1 000 abitanti).

Tra gli Stati membri dell'UE, la Lituania (26 emigrati per 1 000 abitanti) e il Lussemburgo (18 emigrati per 1 000 abitanti) hanno registrato i tassi di emigrazione più elevati nel 2010.

Va sottolineato che in questi dati sono inclusi tutti i flussi migratori, vale a dire sia gli emigrati "di ritorno" (cittadini nati all'estero che immigrano nel paese di cittadinanza per la prima volta) sia gli stranieri (persone che non hanno la cittadinanza del paese di destinazione) provenienti da altri Stati membri o da paesi terzi. Disaggregando i dati sull'immigrazione totale negli Stati membri dell'UE-27 nel 2010 si rileva che il 21 % degli immigrati era composto da cittadini del paese di destinazione (cfr. grafico 2), il 31 % da cittadini di altri Stati membri UE e quasi la metà (48 %) da cittadini di paesi terzi , ossia di Stati non membri dell'UE.

Gli immigrati da paesi terzi possono essere ripartiti in base al livello di sviluppo dei paesi di cui sono cittadini, con riferimento all'indice di sviluppo umano (ISU) calcolato dalle Nazioni Unite (ONU) nel quadro del Programma di sviluppo dell'ONU. In base a quest'analisi, la quota maggiore (28 % di tutti gli immigrati nell'UE) proveniva da paesi con un ISU medio, mentre il 14 % del totale proveniva da paesi con un ISU elevato. Al contrario, relativamente modeste erano nel 2010 le percentuali di immigrati provenienti da paesi con un ISU basso (4 %), da paesi candidati (2 %) o da paesi EFTA (1 %) sul totale degli immigrati nell'UE.

Nel 2010 l'incidenza degli emigrati di ritorno sul totale degli immigrati è stata più pronunciata in Lituania (80 % del totale degli immigrati), Portogallo (72 %), Estonia (57 %) e Grecia (54 %): questi sono gli unici Stati membri dell'UE in cui la quota di emigrati di ritorno rappresentava la maggioranza del totale degli immigrati. Per contro, Lussemburgo, Spagna, Italia, Slovacchia, Ungheria (2009) e Cipro hanno riportato dati relativamente bassi, con quote di emigrati di ritorno inferiori al 10 % degli immigrati nel 2010.

Quanto alla ripartizione secondo il sesso degli immigrati nell'UE, nel 2010 gli uomini superavano di poco le donne (52 % rispetto al 48 %). I paesi con la quota più elevata di immigrati maschi sono la Slovacchia e la Slovenia (64 %); per contro, la quota più elevata di donne immigrate è registrata da Cipro (57 %).

Stranieri

Il numero totale di stranieri (individui che non sono cittadini del paese in cui risiedono) dimoranti nel territorio di uno Stato membro dell'UE alla data del 1° gennaio 2011 era di 33,3 milioni di persone, pari al 6,6 % della popolazione dell'UE-27 (cfr. tavola 2). Più di un terzo (12,8 milioni di persone in totale) di tutti gli stranieri che risiedevano nell'UE-27 al 1° gennaio 2011 era costituito da cittadini di un altro Stato membro dell'UE.

In termini assoluti, il numero più elevato di stranieri residenti nell'UE si registra in Germania (7,2 milioni di persone al 1° gennaio 2011), Spagna (5,6 milioni), Italia (4,6 milioni), Regno Unito (4,5 milioni) e Francia (3,8 milioni). Gli stranieri residenti in questi cinque Stati membri rappresentano complessivamente il 77,3 % del totale di stranieri nell'UE-27, mentre la popolazione degli stessi cinque Stati membri rappresenta il 62,9 % dell'intera popolazione dell'UE-27. In termini relativi, lo Stato membro dell'UE con la quota più elevata di stranieri è il Lussemburgo, dove essi rappresentavano all'inizio del 2011 il 43,1 % del totale della popolazione. Gli stranieri residenti in Lussemburgo sono in grande maggioranza (86,3 %) cittadini di altri Stati membri dell'UE. Alla data del 1° gennaio 2011, una quota considerevole di stranieri (il 10 % o più della popolazione residente) era registrata anche a Cipro, in Lettonia, Estonia, Spagna, Austria e Belgio.

Nella maggior parte degli Stati membri gli stranieri sono in maggioranza cittadini di paesi non membri dell'UE (paesi terzi). All'inizio del 2011 i cittadini di altri Stati membri dell'UE rappresentavano invece la maggioranza degli stranieri in Lussemburgo, Irlanda, Belgio, Slovacchia, Cipro e Ungheria. Nel caso della Lettonia e dell'Estonia, la quota di cittadini di paesi terzi è particolarmente elevata per effetto dell'alto numero di non cittadini riconosciuti: si tratta principalmente di cittadini dell'ex Unione sovietica che risiedono permanentemente in tali paesi senza aver acquisito la cittadinanza lettone/estone né un'altra cittadinanza.

Quanto alla distribuzione per continente di origine degli stranieri di paesi terzi che risiedono nell'UE, la quota più elevata (37,2 %) è costituita da cittadini di un paese europeo non membro dell'UE-27 (cfr. grafico 5). All'inizio del 2011 risiedeva nell'UE un totale di 7,6 milioni di cittadini di un paese europeo non membro dell'UE, più della metà dei quali provenienti da Turchia, Albania o Ucraina. Seguono poi gli stranieri provenienti dall'Africa (24,9 %), dall'Asia (21,3 %), dalle Americhe (15,8 %) e dall'Oceania (0,8 %). Più della metà dei cittadini di paesi africani residenti nell'UE proviene da paesi dell'Africa settentrionale, spesso Marocco o Algeria. Molti degli stranieri di origine asiatica residenti nell'UE provengono dall'Asia meridionale o orientale, in particolare da India o Cina. I cittadini di Ecuador, Stati Uniti e Brasile costituiscono la quota più elevata di stranieri di origine americana residenti nell'UE.

Nel 2011, tra i cittadini di paesi terzi residenti nell'UE-27, il 44,8 % circa possedeva la cittadinanza di un paese con un ISU elevato (per quasi la metà si trattava di cittadini di Turchia, Albania e Russia), mentre una quota lievemente superiore (47,6 %) proveniva da paesi con un ISU medio (un quinto di essi erano cittadini marocchini, seguiti da cittadini di Cina e Ucraina). Il restante 7,6 % di cittadini di paesi terzi residenti nell'UE proveniva da un paese con un ISU basso (il 30 % di essi era di cittadinanza nigeriana o irachena).

La struttura per cittadinanza della popolazione straniera residente nell'UE varia notevolmente da uno Stato membro all'altro; essa è influenzata da fattori quali la migrazione della forza lavoro, i legami storici tra i paesi di origine e di destinazione e le reti create nei paesi di destinazione. Le comunità straniere più numerose nell'UE nel 2011 erano costituite dai rumeni (residenti in un altro Stato membro dell'UE) e dai turchi (cfr. grafico 7), che contavano ciascuna 2,3 milioni di cittadini residenti nell'UE, pari ognuna al 7,0 % del totale di stranieri residenti nell'UE nel 2011. La terza comunità più numerosa era quella marocchina (1,9 milioni di individui, ossia il 5,7 % del totale degli stranieri). Il gruppo di stranieri residenti nell'UE che ha registrato l'aumento più significativo nel periodo tra il 2001 e il 2011 è quello dei rumeni, il cui numero è cresciuto di quasi otto volte passando da 0,3 milioni nel 2001 a 2,3 milioni nel 2011. Anche il numero di polacchi e di cinesi è aumentato in misura rilevante durante questo periodo e nel 2011 i cittadini di Polonia e Cina rientravano tra le dieci comunità straniere più numerose.

L'analisi della struttura per età della popolazione residente rivela che, per l'UE-27 nel suo insieme, la popolazione straniera è più giovane della popolazione autoctona. La distribuzione per età degli stranieri mostra, rispetto ai cittadini dell'UE, una maggiore proporzione di adulti in età lavorativa relativamente giovani (tra 20 e 46 anni) (cfr. grafico 8). Nel 2011 l'età mediana della popolazione complessiva dell'UE-27 era di 41,2 anni, mentre l'età mediana degli stranieri residenti nell'UE era di 34,7 anni.

Acquisizione della cittadinanza

Nel 2010 sono state 810 500 le persone che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE, con un aumento del 4,4 % rispetto al 2009 (cfr. grafico 9). È questo il dato più elevato registrato dall'inizio della serie nel 1998, ed è la prima volta che il numero totale ha superato la soglia di 0,8 milioni di nuove acquisizioni.

Il Regno Unito ha registrato il maggior numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza nel 2010 (194 800, pari al 24,0 % del totale dell'UE-27). Seguono Francia (143 300), Spagna (123 700) e Germania (104 600); nessuno degli altri Stati membri ha concesso la cittadinanza a più di 100 000 individui nel 2010.

In termini assoluti, gli aumenti maggiori sono stati registrati in Spagna (nel 2010 è stata concessa la cittadinanza a 44 000 persone in più rispetto al 2009), seguita da Germania (8 500), Francia (7 400) e Italia (6 600). In percentuale, il numero di individui che hanno acquisito la nazionalità spagnola è aumentato del 55,4 % tra il 2009 e il 2010. Altri paesi ad aver registrato aumenti relativi significativi sono l'Irlanda (40,9 % di acquisizioni in più nel 2010) e la Finlandia (27,0 %).

Un indicatore comunemente utilizzato per misurare gli effetti delle politiche nazionali in materia di cittadinanza è il "tasso di naturalizzazione", ossia il rapporto tra il numero totale di attribuzioni di cittadinanza e lo stock di stranieri residenti in un paese all'inizio dell'anno (cfr. grafico 10). Il paese con il tasso di naturalizzazione più elevato nell'UE-27 nel 2010 era la Polonia (6,4 acquisizioni per 100 stranieri residenti), seguito dalla Svezia (5,5) e da Malta (5,2), mentre Portogallo, Regno Unito e Paesi Bassi hanno rilevato tutti tassi compresi tra 4 e 5 acquisizioni per 100 stranieri residenti.

Coloro che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE nel 2010 erano in precedenza, nel 90 % dei casi, cittadini di un paese extra UE. Questo in quasi tutti gli Stati membri tranne il Lussemburgo e l'Ungheria, dove la maggioranza delle nuove attribuzioni di cittadinanza ha riguardato cittadini di un altro Stato membro dell'UE. Nel caso del Lussemburgo, la quota più elevata (quasi la metà di tutti i cittadini di Stati membri dell'UE cui è stata concessa la cittadinanza lussemburghese) era costituita da cittadini portoghesi, mentre nel caso dell'Ungheria si trattava quasi esclusivamente di cittadini rumeni.

Nel 2010, come negli anni precedenti, il numero più elevato di nuovi cittadini negli Stati membri dell'UE era rappresentato da cittadini marocchini (67 000, pari all'8,3 % di tutte le acquisizioni di cittadinanza) o da cittadini turchi (49 900, pari al 6,2 %). Rispetto al 2009, il numero di cittadini marocchini che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE è aumentato del 12,2 %, mentre il numero di cittadini turchi è diminuito del 3,7 %. I cittadini marocchini hanno acquisito la nuova cittadinanza prevalentemente in Francia (41,3 %), in Italia (17,0 %) e in Spagna (16,0 %), mentre i cittadini turchi hanno acquisito la nuova cittadinanza prevalentemente in Germania (52,5 %) e in Francia (16,9 %).

Fonti e disponibilità dei dati

Eurostat produce statistiche su molteplici temi connessi ai flussi migratori internazionali, agli stock di popolazione straniera e alle acquisizioni di cittadinanza. I dati sono rilevati su base annua e sono trasmessi a Eurostat dalle autorità statistiche nazionali degli Stati membri dell'UE.

Dal 2008 la rilevazione di dati si basa sulle disposizioni del regolamento (CE) n. 862/2007, che definisce le statistiche da compilare sui flussi migratori internazionali, sugli stock di popolazione straniera, sulle acquisizioni di cittadinanza e sui permessi di soggiorno, nonché in materia di asilo e di misure contro l'ingresso e il soggiorno illegali. Sebbene gli Stati membri dell'UE possano continuare a utilizzare i dati più opportuni in funzione della loro disponibilità nonché delle prassi nazionali, le statistiche compilate in virtù del regolamento devono utilizzare definizioni e concetti comuni. La maggior parte degli Stati membri basa le proprie statistiche su dati amministrativi provenienti da registri anagrafici, registri della popolazione straniera o registri dei permessi di soggiorno o di lavoro, mentre altri ricorrono a indagini per campione o a metodi di stima per produrre statistiche sulle migrazioni. I dati sulle acquisizioni di cittadinanza sono ottenuti di norma da servizi amministrativi. L'attuazione del regolamento dovrebbe migliorare la disponibilità e la comparabilità delle statistiche sulle migrazioni e sulla cittadinanza.

In precedenza, le statistiche sui flussi migratori, sugli stock di popolazione straniera e sulle acquisizioni di cittadinanza erano trasmesse a Eurostat su base volontaria, nel quadro di una rilevazione congiunta di dati organizzata da Eurostat in collaborazione con diverse organizzazioni internazionali quali, ad esempio, la divisione statistica delle Nazioni Unite, la Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) e l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Le recenti modifiche apportate alla metodologia, alle definizioni e alle fonti dei dati utilizzate per compilare le statistiche sulle migrazioni e sulla cittadinanza possono comportare, per alcuni Stati membri dell'UE, una mancanza di comparabilità nel tempo delle rispettive serie.

L'emigrazione è un fenomeno difficile da quantificare: censire le persone che lasciano un paese è ancora più complicato che censire quelle che vi entrano, come ha confermato nel caso di molti paesi un confronto tra i dati del 2008 degli Stati membri sull'immigrazione e sull'emigrazione (statistiche speculari). Di conseguenza, la presente scheda è prevalentemente incentrata sui dati sull'immigrazione.

Contesto

In seno all'UE le politiche in tema di immigrazione sono sempre più indirizzate ad attrarre immigrati qualificati, spesso nel tentativo di colmare specifiche carenze di competenze. La selezione può essere effettuata sulla base del possesso di competenze linguistiche, di esperienze di lavoro, di titoli di studio e dell'età. In alternativa, alla selezione possono provvedere i datori di lavoro in maniera tale che gli immigrati hanno già un lavoro al loro arrivo.

Oltre che a incoraggiare le assunzioni di lavoratori, la politica di immigrazione è spesso incentrata su due settori: evitare l'immigrazione clandestina e l'occupazione illegale di immigrati senza permesso di lavoro e promuovere l'integrazione degli immigrati nella società. Notevoli risorse sono state mobilitate nell'UE per lottare contro le reti che gestiscono la tratta di esseri umani.

Tra gli atti giuridici più importanti adottati nel settore dell'immigrazione figurano i seguenti:

  • direttiva 2003/86/CE relativa al diritto al ricongiungimento familiare;
  • direttiva 2003/109/CE relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo;
  • direttiva 2004/114/CE relativa alle condizioni di ammissione degli studenti;
  • direttiva 2005/71/CE relativa a una procedura specificamente concepita per l'ammissione di cittadini di paesi terzi a fini di ricerca scientifica;
  • direttiva 2008/115/CE relativa al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare;
  • direttiva 2009/50/CE sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati.

In seno alla Commissione europea, la politica dell'immigrazione compete alla direzione generale degli Affari interni. Nel 2005 la Commissione europea ha rilanciato il dibattito sulla necessità di una serie comune di norme in materia di ammissione dei migranti per motivi economici con un Libro verde sull'approccio dell'Unione europea alla gestione della migrazione economica (COM(2004) 811 definitivo) che ha portato all'adozione, alla fine del 2005, di un piano d'azione sull'immigrazione legale (COM(2005) 669 definitivo). Nel luglio 2006 la Commissione europea ha adottato la comunicazione riguardante le priorità politiche nella lotta contro l'immigrazione clandestina di cittadini di paesi terzi (COM(2006) 402 definitivo), finalizzata a trovare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza e i diritti fondamentali degli individui in tutte le fasi del processo di immigrazione clandestina. Nel settembre 2007 la Commissione europea ha presentato la sua terza relazione annuale su migrazione e integrazione (COM(2007) 512 definitivo). Una comunicazione della Commissione europea adottata nell'ottobre 2008 ha ribadito l'importanza di rafforzare l'approccio globale in materia di migrazione: aumentare il coordinamento, la coerenza e le sinergie (COM(2008) 611 definitivo) quale componente della cooperazione allo sviluppo e delle altre politiche esterne dell'Unione. Il programma di Stoccolma, adottato dai capi di Stato e di governo dell'UE nel dicembre 2009, definisce un quadro e una serie di principi in vista dello sviluppo delle politiche europee inerenti alla giustizia e agli affari interni nel periodo dal 2010 al 2014; le problematiche connesse alle migrazioni costituiscono una parte essenziale di tale programma. Al fine di attuare le modifiche concordate, nel 2010 la Commissione europea ha attuato il piano d'azione per l'attuazione del programma di Stoccolma: creare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia per i cittadini europei (COM(2010) 171 definitivo). Il piano fissa diverse priorità, prevedendo misure volte a:

  • valutare i meccanismi e le politiche in tema di giustizia, libertà e sicurezza;
  • formare i professionisti legali e gli operatori della sicurezza nonché le autorità di contrasto;
  • sensibilizzare i cittadini;
  • promuovere il dialogo con la società civile;
  • proporre nuovi programmi finanziari.

Voci correlate

Ulteriori informazioni da Eurostat

Pubblicazioni

Principali tavole

International Migration and Asylum (t_migr)
Acquisition of citizenship
Immigration (tps00176)
Emigration (tps00177)
Population by citizenship - Foreigners (tps00157)
Population by country of birth - Foreign-born (tps00178)

Banca dati

Demography (pop)
International Migration and Asylum (migr)
International migration flows (migr_flow)
Immigration (migr_immi)
Immigration by sex, age group and citizenship (migr_imm1ctz)
Immigration by sex, age and broad group of citizenship (migr_imm2ctz)
Immigration by sex, age group and country of birth (migr_imm3ctb)
Immigration by sex, age and broad group of country of birth (migr_imm4ctb)
Immigration by sex, age group and country of previous residence (migr_imm5prv)
Immigration by sex, citizenship and broad group of country of birth (migr_imm6ctz)
Immigration by sex, country of birth and broad group of citizenship (migr_imm7ctb)
Emigration (migr_emi)
Emigration by sex and age (migr_emi2)
Emigration by sex, age group and citizenship (migr_emi1ctz)
Emigration by sex, age group and country of birth (migr_emi4ctb)
Emigration by sex, age group and country of next usual residence (migr_emi3nxt)
Population by citizenship and by country of birth (migr_stock)
Population by sex, age group and citizenship (migr_pop1ctz)
Population by sex, age and broad group of citizenship (migr_pop2ctz)
Population by sex, age group and country of birth (migr_pop3ctb)
Population by sex, age and broad group of country of birth (migr_pop4ctb)
Population by sex, citizenship and broad group of country of birth (migr_pop5ctz)
Population by sex, country of birth and broad group of citizenship (migr_pop6ctb)
Acquisition and loss of citizenship (migr_acqn)
Acquisition of citizenship by sex, age group and former citizenship (migr_acq)
Loss of citizenship by sex and new citizenship (migr_lct)

Sezione speciale

Metodologia / Metadati

Fonte dei dati per le tavole e i grafici (MS Excel)

Collegamenti esterni

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